Record di vendite per il vino Primitivo

VINITALY 2022: VENDITE PRIMITIVO +5,2% VOLUME E 11% VALORE

UNO DEI VINI PIÙ VENDUTI IN ITALIA 4,5 MLN LITRI

La spinta all’autosufficienza alimentare si allarga anche alle vigne e gli italiani riscoprono i vini autoctoni con il Primitivo che segna un incremento dei consumi in volume del 5,2% e dell’11% in valore, uno dei vini più venduti in Italia con più di 4 milioni e mezzo di litri. 

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, su dati IRI sulla Distribuzione Moderna nel 2021 a livello nazionale, diffusa in occasione del Vinitaly con l’esposizione delle bottiglie che hanno messo a segno le migliori performance a ‘Casa Coldiretti’ di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande).

 

Nel dettaglio regionale i vini più venduti nel 2021 nei punti vendita della Distribuzione Moderna in Puglia sono nell’ordine Primitivo (Puglia), Negroamaro (Puglia), Lambrusco (Emilia Romagna, Lombardia), Sangiovese (Toscana, Emilia Romagna, Puglia), Rosato del Salento (Puglia) – riferisce Coldiretti Puglia, sulla base della ricerca “IRI per Vinitaly” – con una crescita importante delle bottiglie a denominazione d’origine e le bollicine. 

 

L’ulteriore aumento delle vendite del Primitivo nel 2021 in Italia arriva dopo una crescita del 23,6% bancata nel 2020, un risultato sorprendente con un profondo cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che in tempo di pandemia e tensioni internazionali – sottolinea la Coldiretti Puglia – premiano anche negli acquisti di vino le produzioni legate al territorio, da quelle più blasonate a quelle che negli ultimi anni hanno saputo conquistarsi un fiorente mercato.

 

Nel tempo della globalizzazione gli italiani dunque – precisa la Coldiretti regionale – bevono “patriottico” come dimostra il fatto che complessivamente l’ultimo anno fa segnare un incremento del 2,1% in valore delle vendite di vino nella Grande distribuzione, secondo l’analisi Coldiretti su dati Iri Infoscan Census, trainato soprattutto dagli spumanti che mettono a segno un balzo del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Si tratta della conferma – sottolinea la Coldiretti regionale – della alta qualità offerta dalla Puglia grazie alla biodiversità e alla tradizione millenaria della viticoltura tricolore. 

“Il vino testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti – di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali. Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitività acquisite che va tutelato dagli attacchi dell’agropirateria che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. Ecco a cosa servono i marchi di qualità, a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicità e la localizzazione del prodotto. La rintracciabilità ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che le imprese agricole e l’intero territorio di produzione devono saper difendere e promuovere”.

 

Si stima tra l’altro che il vino offra durante l’anno opportunità di lavoro ad un milione e duecentocinquantamila italiani tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi: dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione (vinacce e raspi).

Fonte Coldiretti Puglia

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