In Puglia è partita la vendemmia 2022

a cura di Cimmarusti Raffaella

Considerata la terra del sole ardente, delle acque cristalline e del buon cibo, ma anche terra della vendemmia. Diventata ormai la miscela perfetta tra cultura e tradizione, la vendemmia è alla base della produzione di una delle ricchezze che contraddistinguono ormai da tempo questa regione: il vino pugliese.

Con il termine “Vendemmia” si è soliti indicare la raccolta delle uve da vino che avviene nel periodo che va dalla seconda metà di agosto alla prima metà del mese di ottobre, ma in Puglia è partita con una settimana di anticipo, complice la siccità e il caldo oltre i 40 gradi.

La produzione regionale «si stima in calo del 15 per cento per un quantitativo intorno agli 8,5 milioni di ettolitri», spiega la Coldiretti regionale. In particolare nel Salento, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto lo stress causato dalle alte temperature sta portando a scompensi nella maturazione.

I vigneti in terreni forti e con un carico di uva non eccessivo sono al limite dello stress idrico, cosa ormai ben manifestata in terreni marginali o sciolti condotti in asciutto, con le quantità che risultano essere nella media anche se la crisi idrica porterà sicuramente ad una riduzione del peso medio dei grappoli e di conseguenza un leggero calo della produzioni totale.

In provincia di Bari e Foggia, ad esempio, le grandinate a macchia di leopardo hanno arrecato danni ad alcuni vigneti, dove si riscontrano gli effetti di forti stress idrici.

 

Nonostante il calo stimato, la Puglia si confermerà secondo produttore di vino a livello nazionale e con un totale di 38 vini DOP e IGP posizionandosi al quinto posto della classifica nazionale dei prodotti certificati – aggiunge Coldiretti Puglia su Dati Ismea – Qualivita – con il settore vitivinicolo che vale 407 milioni di euro, con il comparto dei prodotti agroalimentari che pesa per il 7,3% e quello vitivinicolo per il 92,7%.

“Grande exploit della Puglia dei rossi e dei vini rosati che rappresentano il 40% della produzione nazionale totale dei rosati con oltre 1 milione di bottiglie l’anno, quando quasi 2 bottiglie su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese”, dice Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia.

La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili.

La popolarità a internazionale di eccellenze varietali uniche, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – insiste Coldiretti Puglia  – il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione.

 

Con la vendemmia in Puglia si attiva anche un sistema che offre opportunità di lavoro a 60mila persone impegnate in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, e per quelle impiegate in attività connesse e di servizio dove per tutelare l’enorme patrimonio enogastronomico regionale occorre però superare al più presto i vincoli burocratici che rallentano l’assunzione dei lavoratori stagionali.

C’è un altro lato positivo in tutto questo e ciò riguarda l’aumento dell’export del vino pugliese con un aumento del 46% in 5 anni, il doppio che in Italia, mentre le vendite segnano una crescita del 24% nei primi 3 mesi del 2022 nonostante, a causa dei rincari energetici e della guerra in Ucraina, siano aumentati del 35% i costi per la produzione ed il trasporto del vino con un impatto pesante sulle aziende vitivinicole.

E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia, in occasione del convegno a Lecce su mercati e identità territoriali del vino della Puglia, dove è stato diffuso il primo report di NOMISMA  sul posizionamento dei vini pugliesi alla luce dei nuovi scenari di mercato, con Denis Pantini,  Responsabile agroalimentare e di Wine Monitor di Nomisma, Riccardo Cotarella, Coordinatore del comitato di supporto delle politiche del mercato del vino di Coldiretti, Massimo Tripaldi, Presidente di Assoenologi Puglia, Donato Pentassuglia, Assessore regionale Agricoltura e Francesco Ferreri, Presidente della Consulta Nazionale Vino di Coldiretti.

 

I successi dei vini pugliesi continuano nonostante le aziende vitivinicole Made in Italy – sottolinea la Coldiretti regionale – si siano trovate a fronteggiare aumenti unilaterali da parte dei fornitori con le bottiglie di vetro che costano più del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali.

L’elemento che caratterizza maggiormente la nuova stagione del vino italiano – continua la Coldiretti – è, infatti, l’attenzione verso la sostenibilità ambientale, le politiche di marketing, anche attraverso l’utilizzo dei social, e il rapporto con i consumatori, con i giovani vignaioli che prendono in mano le redini delle aziende imprimendo una svolta innovatrice.

“La Puglia può ripartire dai punti di forza con il vino che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia”, ha argomentato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “per sostenere il trend di crescita del vino Made in Italy serve anche agire sui ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture, abbattendo al contempo i costi, che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”.

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