Abbinare il vino Primitivo al cibo

Chi beve, prima o poi, sente la necessità e la voglia di comprendere il valore di ciò che sta bevendo.

Il desiderio di conoscenza si fa spazio e si sperimentano vini differenti ma sempre in modo disinteressato perché, si sa, bere del buon vino mette allegria, convivialità, rilassa la mente e lo spirito e a volte alleggerisce anche le tasche.

 

Abbinarlo al pranzo o alla cena e in generale al cibo non è poi così difficile, l’importante è conoscere le caratteristiche organolettiche del vino in modo da accostarlo ad una ricetta, un ingrediente o ad un menù ottenendo il massimo sia dal cibo sia dal vino. 

 

Se vino e gastronomia sono sempre andati di pari passo, è ovvio che i vini di una certa area abbiano una certa affinità coi piatti locali, a maggior ragione in Italia dove ogni regione ha una sua cucina tradizionale e una sua zona vitivinicola.

 

Abbinamento cibo vino: la ricerca del giusto equilibrio

 Esistono diverse scuole di pensiero in merito agli abbinamenti cibo vino. Per esempio la Scuola Inglese privilegia la scelta individuale (basata sul gusto soggettivo), esiste poi una Scuola Francese che al contrario prevede dei criteri rigidi per la scelta dei vini in abbinamento ed infine la Scuola Italiana che segue un metodo che definiremo sensoriale, ricercando un equilibrio nell’abbinamento.

Nello studiare gli abbinamenti, la Scuola Italiana prende in considerazione le caratteristiche dei cibi e le contestualizza.

 

Si potranno avere perciò diversi tipi di abbinamento cibo vino: abbinamento tradizionale, oppure un abbinamento psicologico (il famosissimo ostriche e champagne per le occasioni speciali), e abbinamenti che definiremo a tema oppure curiosi. E ancora, abbinamenti per concordanza oppure contrapposizione di sapori e in questo caso parliamo del ‘’metodo Mercadini’’.

Abbinamenti cibo – Primitivo

Il Primitivo è uno dei vitigni più diffusi in Italia, con circa 9000 ettari di coltivazione.

La Puglia può vantare due Denominazioni di origine protetta che si basano sull’impiego delle uve di questo vitigno: si tratta del Primitivo di Manduria, più noto al grande pubblico le cui principali zone di produzione sono la provincia di Taranto e Brindisi, e del Primitivo di Gioia del Colle, dove dà origine alle DOC Primitivo Gioia del Colle e Primitivo Gioia del Colle Rosso, fra il quale rientra il vino arrivato sulle tavole di Donald Trump.

 

Queste due aree, pur essendo poco distanti fra loro, producono vini con sfumature diverse, a causa di condizioni pedo-climatiche distinte. Il vitigno, inoltre, è presente in percentuali minori anche in altri disciplinari pugliesi.

Fu in realtà l’Accademia dei Racemi, che riunisce enologi e viticoltori con l’obiettivo di promuovere i vini locali, a portare alla ribalta il vitigno Primitivo che un tempo veniva prevalentemente usato per produrre vini da taglio.

 

Il Primitivo, grazie alla sua morbidezza ed alcolicità nonché al tannino sempre presente, è un vino ideale per l’abbinamento a portate di carne di qualsiasi tipo. Carni rosse alla brace ma anche selvaggina, come il cinghiale, anch’esso alla brace o brasato, in salmì.

 

Abbinamenti cibo – Primitivo di Manduria

 

Il Primitivo di Manduria, uno dei principali vini rossi della Puglia, un vino strutturato e potente, molto fruttato ma vellutato, sebbene abbia una gradazione minima di 14 gradi, riesce ad essere sempre piacevole e molto bevibile.

E cosa c’è di meglio di un bel calice di Primitivo con un piatto di invitanti bombette pugliesi, tipici della Valle d’Itria (in particolare di Cisternino e Martina Franca) e diffusi in soprattutto nelle province di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce?

Si abbina egregiamente con carni grigliate, arrostite, stufate, con la cacciagione, i salumi stagionati e i primi a base di carne. Ottimo anche in abbinamento con zuppe ricche e formaggi stagionati.

 

Nelle versioni Dolce naturale, Liquoroso secco e Liquoroso dolce naturale, è ottimo per abbinamenti con dessert a base di pasta frolla.

E’ anche un ottimo alleato per gustare al meglio i dolci di pasticceria secca, magari arricchiti da mandorle, nocciole, noci e pistacchi.

Scelta azzardata, che gioca con la contrapposizione di sapori, è invece l’abbinamento con i formaggi a pasta erborinata. Raggiunge il clou con il cioccolato fondente, in particolare con quello ad alte percentuali di cacao: la variegata struttura di aromi del cacao ed il complesso equilibrio tra le componenti acide, amare e dolci, unite alla persistenza gustativa, formano una coppia indissolubile con gli aromi e i sapori altrettanto forti e distintivi del Primitivo.

 

Non tutti sanno che il Primitivo di Manduria  è tra i vini italiani preferiti in Asia perché si abbina a meraviglia con i piatti orientali, caratterizzati dai sapori decisi: il piccante inibisce le papille gustative e il palato rendendo necessario l’abbinamento con un vino caldo, intenso, morbido e glicerico.

 

Il Primitivo Gioia del Colle invece, se invecchiato in botte, è perfetto in abbinamento al pecorino della Murgia stagionato.

Sposa bene anche tutti i piatti a base di carne e ai primi piatti di pasta al ragù.

 

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